EZIO COCCIA VOLA SULLA SUA NUVOLA

8 settembre 2016

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Il 27 Gennaio 2016 presso la Biblioteca di Greve in Chianti abbiamo onorato la Giornata della Memoria grazie ai delicati interventi musicali di alcuni nostri docenti e alla preziosa compagnia di Ezio Coccia. In quell’occasione ho conosciuto un piccolo uomo dalla forza straordinaria, piegato dal tempo ma non spezzato da ciò che ha vissuto. La guerra, il campo di concentramento, la solitudine, il senso di abbandono, la disperazione poi la speranza. I suoi occhi sono profondi e il suo sorriso flebile ma continuo. Aveva la terza elementare ma carta e penna gli hanno salvato la vita. La cosa che più mi colpi in quell’occasione dove lui si raccontava tramite i suoi scritti era la memoria. Ed ecco che quel giorno improvvisamente ha preso forma e ha dato un senso al significato del nostro incontro e di tutti gli incontri svolti nel mondo per non dimenticare. Mentre Nadia, docente di pianoforte, interpretava leggendo la sua poesia “Nuvola in terra straniera” e Camilla, docente di viola, Michael Baldi, allievo di flauto traverso, accompagnati da Emiliano, docente di pianoforte e fisarmonica, suonavano una dolce melodia evocativa di un periodo cupo e molto triste, dietro di loro Ezio, seduto e assorto ripeteva tutte le parole della poesia a memoria come se la stesse scrivendo in quell’istante. E’ stato un momento molto toccante, un’emozione che porterò nel mio cuore per sempre. Oggi ho saputo che Ezio ha lasciato il suo corpo all’età di 93 anni per rincorrere i suoi ricordi e la sua nuvola.

Grazie Ezio, per quelle parole, per il tuo sorriso gentile e per quell’emozione che non dimenticheremo mai.

Monica Brini

NUVOLA IN TERRA STRANIERA
O nuvola che passi e corri via
verso l’Italia vedo sei diretta
porta tu notizie alla madre mia 
che assai da lungo tempo aspetta.
Dille che io son lontano dalla patria mia
e che ogni giorno la vengo a pensare
la sua preghiera unita sarà alla mia 
e spero un giorno poterla riabbracciare.
Fui condannato a morte nalla patria mia
senza aver commesso alcun errore
permetti che io ti parli e poi andrai via 
sono innocente e quindici anni dovrò scontare in questa prigione.
O nuvola che passi e corri via 
guarda di essere mia messaggera
come la campana suona l’Ave Maria 
ed ogni cuore lo invita alla preghiera.
Se io con te potessi venir via e scavalcare lesto la frontiera…
pensando a questo si solleva il cuore 
poi guardo in basso e vedo tutta illusione.

Ezio Coccia

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